Babbo Natale è senza dubbio un personaggio noto un po’ ovunque – verosimilmente anche in molti angoli sperduti del mondo – e un argomento di cui si è scritto e si è detto in molti ambiti, fino a dimenticarne la fascinosa complessità. A questo proposito, come esercizio di riscoperta intellettuale, vale la pena ripensare a un breve testo di Claude Lévi-Strauss intitolato Babbo Natale giustiziato. In poche pagine l’antropologo francese ci ricorda che quello che vediamo spesso nei panni di un anzianotto e rubicondo pancione è in realtà il risultato, a oggi, dell’evoluzione di una figura sospesa fra realtà e fantasia, concepita per svolgere una funzione rituale di mediazioni sociali diverse che, alla fine, possono rimandare a quella di custode di una coesistenza tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Questa premessa può servire da introduzione alla serie televisiva anime Sanda, andata in onda su Amazon Prime Video nell’appena trascorsa stagione autunnale (4 ottobre 2025 – 20 dicembre 2025). Si tratta di un adattamento del bel manga omonimo di Paru Itagaki (Beasters), realizzato dallo studio di animazione Science SARU, con Tomohisa Shimoyama alla regia, Kimiko Ueno alla sceneggiatura, Masamichi Ishiyama al character design e alla supervisione dell’animazione.

La serie ci trasporta in un futuro prossimo del Giappone in cui i giovani rappresentano una risorsa vera e propria per la società. Siamo alla Daikoku Welfare Academy, un ambiente protetto e al contempo sorvegliato dagli adulti, in cui la figura di Santa Claus è considerata una mera leggenda per i ragazzini ma anche una minaccia reale per i grandi, consapevoli della sua esistenza. E questa, fatalmente, si rivelerà proprio in uno degli studenti della scuola, Kazushige Sanda, a seguito di un atto di violenza da parte di una sua compagna, un atto che, in realtà, sarà motivato da una richiesta d’aiuto.

Nel passaggio dal manga all’anime, la caratterizzazione di Sanda mette in evidenza alcuni tratti sorprendentemente in linea con l’antropologia del mito di Babbo Natale secondo Lévi-Strauss. A spiccare, in particolare, c’è la sovrapposizione tra adolescenza ed età adulta, resa plasticamente in molte azioni e riflessioni del personaggio della serie. Sono momenti che ci mostrano il protagonista che non solo si trasforma in Santa quando gli viene chiesto, ma che fa emergere il suo essere altro anche in modo inaspettato, in situazioni in cui i sentimenti lo portano fuori controllo. E questa sorta di simultaneità di stati agli antipodi dell’età dell’uomo è, in fondo, ciò che l’antropologo francese suggerisce quando ricostruisce la genealogia della figura di Babbo Natale come sintesi storico-strutturale tra la figura adulta di San Nicola e certe tradizioni celebrative di eccessi sociali, originarie del Natale medievale e con a capo figure di giovani (su tutte, quella dell’Abbé de Liesse).

Da sottolineare è pure l’aspetto fisico di Sanda, quasi michelangiolesco nella sua statuaria e imponente muscolatura. D’altro canto, non è stato forse San Nicola – come detto, possibile origine di Babbo Natale – colui che avrebbe tirato uno schiaffo ad Ario nel concilio di Nicea del 325 d.C.? Un santo che, pertanto, possiamo supporre nerboruto, assai differente da quello magro delle ascetiche rappresentazioni iconografiche successive.

Ecco che così la possanza del corpo diviene anche sinonimo di violenza fisica. E questo ci porta a uno dei temi principali sia del manga originario che dell’anime: la violenza. Una violenza che pervade i personaggi in vario modo. C’è quella di Sanda, che, quando si trasforma in Santa Claus, diviene sovrumanamente forte e quasi immortale (neanche i proiettili riescono a ucciderlo!). Capace di sferrare tremendi pugni e calci agli altri adulti, Sanda è, però, impossibilitato a far del male ai suoi coetanei, di cui si trova moralmente, visto la sua figura, costretto a esaudire i desideri. È dunque, la sua, una violenza “adulta”, controllata. Più inquietante, al contrario, è quella esercitata dagli altri ragazzini e ragazzine della scuola. Shiori Fuyumura, amica di Sanda, non si fa problemi a usare delle bombe e a far esplodere ambienti, incurante dei danni provocati, e poi c’è Fumi Namatame, rappresentazione più evidente di quel misto di candore e crudeltà presente nell’infanzia e che sopravvive nell’adolescenza.

Non manca poi la violenza psicologica, come quella che Fuyumura, dal carattere ancora preadolescenziale, mostra involontariamente con il suo rifiuto nei confronti dell’amica Ichie Ono, divenuta di colpo adulta e scossa da un forte sentimento d’amore. L’amore è, infatti, un altro dei temi importanti dell’opera, come dimostra anche quello inizialmente infantile tra Sanda e la simpatica e bizzarra Niko Kazao, sua promessa sposa – sì, perché in questo mondo le coppie sono stabilite da altri prima ancora che gli interessati divengano adulti – che, gradualmente, si trasforma in un maturo sentimento d’affetto. E, collegata all’amore, c’è la questione dell’identità sessuale. Nella scuola, maschi e femmine sono obbligati a vestirsi allo stesso modo, indossando tutti dei pantaloni, nell’illusoria idea che ciò porti a una vera uguaglianza dei sessi, ma in pratica creando ulteriore confusione in un sistema già impregnato di caos, dove l’apparente libertà è, in verità, una costrizione.

E poi c’è il grande tema umano dell’insensata ricerca dell’immortalità, qui rappresentata da un uomo come Hifumi Ōshibu, il quale rifiuta la vecchiaia ed è alla continua ricerca di una parvenza esterna di giovinezza (quanto questo ci ricorda certi estremismi della chirurgia plastica?), imponendo, per di più, le sue idee al prossimo.

Ambientato nei grandi magazzini Isetan del distretto di Shinjuku di Tokyo, edificio consumistico per antonomasia trasformato fantasiosamente per l’occasione in scuola media, Sanda si può in definitiva leggere come una scanzonata, feroce, intelligente e umoristica versione distopica del Natale attuale, della figura di Babbo Natale e del dramma umano stesso.

Sanda. Regia: Tomohisa Shimoyama; soggetto: Paru Itagaki; sceneggiatura: Kimiko Ueno; interpreti: Ayumu Murase, Hiroki Töchi, Umeka Shōji, Toshihiko Seki; produzione: Science SARU; distribuzione: Amazon Prime Video; origine: Giappone; anno: 2025.

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