Lo spettacolo dietro le quinte

di CATERINA MARTINO

The Morning Show di Jay Carson.

MeToo, Women Empowerment, Feminist Consciousness, Workplace Bullying. Benvenuti a The Morning Show!

La serie distribuita da Apple TV+ e ideata da Jay Carson – il quale, tra le molte cose, ha lavorato in passato come portavoce e addetto stampa della famiglia Clinton – mescola i temi più attuali con uno sguardo ravvicinato al mondo dello spettacolo made in USA, senza moralismi né pretese di verità. Piuttosto, le intricate vicende che si susseguono nel corso dei dieci episodi mostrano quanto tutto sia questionabile: come e quando un uomo si definisce predatore sessuale? Come e quando denunciare un abuso sul posto di lavoro? Come distinguere la vittima dal carnefice? Come giudicare il grado di complicità altrui? Nella serie tv, il MeToo è un movimento legittimo ma causa di eccessiva diffidenza («Non siamo tutti dei mostri» sostiene uno dei personaggi maschili); il Women Empowerment esiste ma non resiste in un ambiente lavorativo profondamente patriarcale; la Feminist Consciousness è meno forte di un atavico senso di insicurezza delle donne nei confronti del genere maschile; il Workplace Bullying non è realmente perseguito ma rafforzato da giochi di potere e assenza di meritocrazia. Insomma, il messaggio è che il confine tra giusto e sbagliato è molto sottile, le situazioni mai cristalline, le conclusioni affrettate e le apparenze celano scomode verità.

The Morning Show è il titolo di uno dei programmi di successo del palinsesto della rete televisiva UBA la cui conduzione è affidata da 15 anni all’alchemica coppia Mitch Kessler (Steve Carell) e Alex Levy (Jennifer Aniston). Inaspettatamente (ma non tanto), Mitch è accusato di molestie sessuali e immediatamente licenziato dallo show. Alex, in preda allo sconforto, lotta senza scrupoli per mantenere la conduzione del programma che considera come “casa sua”. La nuova anchorwoman è Bradley Jackson (Reese Witherspoon), una cronista d’assalto impulsiva – diventa famosa in poche ore sul web grazie a un video in cui aggredisce verbalmente dei manifestanti davanti a una miniera di carbone – e con una famiglia problematica.

Nel corso degli episodi Mitch tenta di discolparsi non considerandosi totalmente reo perché secondo lui le donne molestate sarebbero state tutte consenzienti. Alex tenta di «prendere il controllo» della situazione e apparire estranea ai fatti, ma in realtà è a conoscenza delle colpe del suo co-host (col quale ha avuto una breve liaison). Bradley, dopo alcuni ingenui tentativi di adattarsi alla nuova vita nella quale è stata catapultata senza volerlo, decide di indagare sul caso e spezzare la cultura del silenzio che regna nello show. Tutto ciò quasi sempre nella Manhattan notturna e oscura quanto le storie che ci vengono raccontate.

Il cast è ricco di personaggi più o meno secondari che infittiscono la rete di complicità e sotterfugi. Tra questi, almeno due hanno un ruolo incisivo. Charlie “Chip” Black (Mark Duplass) è il produttore esecutivo del programma che ha fatto carriera insieme ad Alex e Mitch. Chip, segretamente innamorato di Alex, alterna picchi di spietatezza a picchi di insicurezza rivelando solo sul finale di essere l’autore della denuncia a Mitch, quindi uno pseudo-coraggioso in un gruppo di pavidi. Cory Ellison (Billy Crudup) è invece il dirigente della rete chiamato in soccorso per sistemare l’enorme guaio aziendale. Cory è il personaggio più interessante. Bizzarro, cinico, a tratti sadico, si diverte – e noi con lui, un tocco di sarcasmo in mezzo a tanto tormento – a mettere scompiglio tra i personaggi e a osservarli con un sorrisetto per vedere come se la cavano.

Impossibile non seguire le vicende pensando che la maggior parte dei volti di questo dramma sono quelli degli attori radicati nella commedia cinematografica e televisiva americana: Aniston (vincitrice per questo ruolo di un Sag Awards 2020) ha le stesse espressioni dell’indimenticabile Rachel Green di Friends; Carell, tra i molti ruoli comici (compresa la partecipazione al Saturday Night Live) ha persino interpretato l’uomo del meteo in Anchorman 1 e 2 accanto a Will Ferrell; Mindy Kaling (che nella serie interpreta Audra, la conduttrice del programma competitor) è tra i divertenti protagonisti di The Office (insieme a Carell) e The Mindy Project; Duplass è tra i fondatori del mumblecore; ecc.

In un primo momento The Morning Show ci coinvolge nell’apprensione per gli effetti e le conseguenze dello scandalo. Poi, però, intuiamo che le cose sono ben più complicate, che nessun personaggio è affidabile, che nessuna vicenda è attendibile. Solo con l’ottavo episodio scopriamo gli eventi antecedenti alle accuse perché, in un lungo flashback, vediamo Mitch circuire una delle sue sottoposte, Hannah, durante un viaggio di lavoro a Las Vegas. Scopriamo così che il suo atteggiamento riprovevole è sotto gli occhi di tutti, calato in un clima connivente e goliardico in cui Mitch è il burlone della redazione. Il ritorno al presente della storia ci racconta l’ultimo disperato tentativo di Kessler di difendersi con un’intervista da rilasciare in segreto proprio in una puntata dello show. È assurdamente convinto che le avances alle colleghe, i flirt sul posto di lavoro, le volgari battute elargite gratuitamente negli studi televisivi (e divertenti solo per Alex), il camerino con chiusura elettronica luogo di diversi incontri privati, siano incolpevoli. Mitch è un debole: debole verso la dipendenza da sesso, debole nel chiedere scusa alle sue vittime, debole nel riconoscersi reo – «Io non sono come te: un predatore sessuale» dice all’amico divo del cinema Dick Lundy interpretato da Martin Shot.

È però Alex il personaggio che mente di più: la sua vita negli studi televisivi, che prova a difendere a tutti i costi, è più vera della sua vita privata con un matrimonio finito che, per il bene dell’immagine pubblica, va avanti tramite appuntamenti sull’agenda e una figlia viziata da mandare – letteralmente – a quel paese. Non è dunque strano che l’arrivo di Bradley sia spesso definito dagli altri personaggi come una ventata di umanità: l’anonima giornalista che viene trasformata nel giro di un weekend nell’anchorwoman perfetta si lascia andare in onda a rivelazioni molto sincere ma non politicamente corrette per il pubblico americano, ad esempio la terribile esperienza di un aborto a 15 anni.

Se i personaggi appaiono infimi è anche per il contesto che li stressa: “Questo show ti divorerà, spappolerà le tue ossa, un po’ di cartilagine e anche la tua anima insieme al resto” dice Chip a Bradley durante la sua prima settimana da anchorwoman. The Morning Show è un ambiente patinato definito dagli stessi protagonisti come una famiglia disfunzionale alla quale ci si lega in un rapporto malsano (Alex dice disperatamente al suo TV husband: “Non sei mio marito, non sei il mio amante, non sei la mia famiglia e ora non puoi più essere mio amico”), dalla quale ci si sente abbandonati (in un’incursione negli studi Mitch dice allo staff della redazione: “Voi siete le persone che amo di più al mondo […] è stato un onore lavorare con voi”), che nonostante tutto non si riesce ad abbandonare (Daniel, co-host del weekend sorpassato da Bradley nella conduzione, non ha il coraggio di tradire i colleghi con il network rivale perché gli è affezionato), che non tratta i suoi figli tutti allo stesso modo (Chip suggerisce a Daniel “di essere più bianco” se vuol salire in vetta), che tratta le figlie femmine diversamente dai figli maschi (Hannah ottiene una promozione quando dice al presidente della rete che Mitch ha abusato di lei). Insomma, le persone che ogni mattina svegliano l’America e che si ergono a modelli ideali di comportamento e di vita (belli, felici, talentuosi) sono invece subdole, piene di difetti, deplorevoli.

Il vortice di scandali e segreti si blocca solo negli ultimi minuti dell’ultimo episodio quando al Morning Show arriva la notizia della morte di Hannah. La giovane e apparentemente “tosta” editor junior non regge più il dolore psicologico dell’abuso subito e della conseguente accettazione di una promozione che l’ha fatta tacere. Mitch prende (forse) coscienza delle sue azioni, Bradley torna alla qualità del suo lavoro giornalistico, Alex si lascia andare a una confessione catartica con telecamere accese. E anche noi spettatori, che di episodio in episodio abbiamo parteggiato ora per uno ora per l’altro personaggio a seconda che sembrasse più o meno innocente, realizziamo di essere stati travolti da quel garbuglio di falsità e bassezze morali che abbiamo giudicato per tutto il tempo.

 Quali sono le prossime news? Lo scopriremo nella prossima stagione, per cui rimaniamo sintonizzati.

The Morning Show. Ideatore: Jay Carson; interpreti: Jennifer Aniston, Reese Witherspoon, Steve Carell, Billy Crudup, Mark Duplass; produzione: Media Res, Echo Films, Hello Sunshine; origine: Stati Uniti d’America; anno: 2019-in produzione.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *