Le amiche che vorremmo

di DANIELA CARDINI

Sex and the City di Darren Star.

"Sex and the City" di Darren Star

E quindi il principe azzurro, lo scapolo d’oro, lo sciupafemmine, si chiama John.

L’ultima, discussa scena di Sex and the City, la serie HBO che dal 1998 al 2004 ha raccontato una nuova dimensione del femminile, svela il nome banale e senza fascino di quel Mr. Big che per sei anni è stato al centro degli alti e bassi sentimentali di Carrie Bradshaw, newyorchese esperta di relazioni amorose e scarpe di lusso che, insieme alle amiche Samantha, Charlotte e Miranda ha riscritto il paradigma dei rapporti tra uomini e donne – e tra donne e donne.

Poche serie hanno avuto un impatto tanto forte sul costume e sull’immaginario di una generazione, e forse nessuna ha saputo incidere in maniera così profonda sull’autorappresentazione del genere femminile. Anche se – bisogna dirlo – Sex and the City è invecchiata, e non benissimo.

Per chi l’ha amata allora, rivederla oggi è un’esperienza straniante. Noi, esigenti spettatori della sovrabbondante offerta seriale contemporanea, dobbiamo rinunciare a tutto l’armamentario cui siamo ormai abituatiproduction values, cinematic tv, antieroi, binge watching da piattaforma – per far spazio alla nostalgia, al “come eravamo”, agli occhi un po’ umidi che caritatevolmente velano punti deboli oggi inaccettabili, come la rappresentazione macchiettistica dell’omosessualità, la preponderanza dell’etnia bianca, la valorizzazione della donna attraverso l’appropriazione di comportamenti maschili, il successo e l’immagine come chiavi principali di liberazione e affermazione di sé.

“Donne che fanno sesso come gli uomini” era il claim della serie, che oggi suona stantio e inaccettabile. Dalla fine degli anni novanta sembrano passati anni luce. Basti ricordare che in Italia la “scandalosa” serie andò in onda in sordina su TMC (poi La7) in seconda serata, preceduta da un imbarazzante talk show sulla sessualità femminile. È vero, Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte sono diventate vecchie ragazze un po’ anacronistiche. Ma se si toglie un po’ di polvere, il diamante brilla ancora.

Quell’ultima scena, quel “John” che compare sul display del cellulare di una Carrie finalmente felice nella sua New York, ci dice ancora molto delle relazioni tra uomo e donna: Sex and the City ci ha spiegato che le donne, tutte le donne, anche quelle disinibite, ricche, risolte, trasformano rospi in principi azzurri, e che gli uomini sono infinitamente meno interessanti se non vengono raccontati e agghindati da quell’incessante lavoro di montaggio che sono le chiacchiere tra amiche.

Le amiche. Ecco la vera eredità di Sex and the City (oltre a una struttura narrativa di ferro, quasi un modello matematico basato sul numero 4 ripreso da altre grandi serie come Girls, Desperate Housewives, Grey’s Anatomy). Donne solidali, affidabili, mai competitive; donne-famiglia, che sostituiscono parentele faticose e mariti ingombranti. Il modello di amicizia femminile diventato aspirazionale per una generazione intera raggiunge il suo apice nella scena che rappresenta il vero series finale.

Gli ultimi due episodi sono intitolati “Un’americana a Parigi”. A metà del penultimo episodio, Carrie è infelice a Parigi con il suo amante russo. La romantica Charlotte, passata per caso nell’appartamento newyorchese dell’amica, ascolta un messaggio accorato di Mr. Big sulla segreteria telefonica (!) e decide di rispondere. Nella scena successiva, le “ragazze” convocano il pover’uomo, imbarazzatissimo, nel locale dove sono solite incontrarsi. “So che non vi sono simpatico e vi capisco”, dice, “perché ho fatto soffrire Carrie. Ma siete voi l’amore della sua vita, e un uomo è fortunato se arriva al quarto posto. Se mi date il permesso, vado a Parigi a cercarla”. Annaspa, il principe azzurro-ranocchio, finché Miranda gli sibila: “Corri a prendercela” («Go get our girl»).

Ed è qui che Mr. Big cade dal piedistallo e diventa John: un uomo comune alla prova di realtà, un semplice strumento nelle mani delle amiche che tutte vorremmo avere.

Sex and the City. Ideatore: Darren Star; interpreti: Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon; produzione: Sex and the City Productions, Darren Star Productions, Home Box Office; origine: USA; anno: 1998-2004.

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